L’IDEA è di costruirlo accanto alla Cascina Triulza, con Palazzo Italia sullo sfondo. Alto tra 55 e 65 metri, per 11 o 12 piani nei quali ogni giorno sono previste 9mila persone tra pazienti, medici e infermieri. È il progetto del nuovo Galeazzi nell’ex area Expo: ieri l’amministratore delegato dell’istituto ortopedico, Elena Bottinelli, ha depositato la manifestazione ufficiale d’interesse in Arexpo. Se sarà accolta l’istituto, che dal 2000 è di proprietà del gruppo San Donato, di qui a tre anni si trasferirà a Rho Pero. Dove darà vita a un nuovo ospedale “generalista”, con numerose specialità oltre all’ortopedia: dalla chirurgia generale all’oncologia, dalla neurochirurgia all’urologia. Nonché chirurgia cardiovascolare: nel nuovo ospedale dovrebbe infatti confluire anche la clinica Sant’Ambrogio, sempre della galassia Rotelli e specializzata nella cura del cuore.

Il nuovo polo, da 500 posti letto, dovrebbe coprire una superficie di 20mila metri quadrati, a cui aggiungere un parcheggio di 25mila metri quadrati e un parco da 12mila. Il piano prevede anche la realizzazione di un collegamento con Cascina Triulza, da trasformare in un polo dedicato alle scienze alimentari, e con gli uffici dell’Expo Center. Il disegno dell’ospedale non è nuovo: il progetto, già esecutivo, è lo stesso che aveva incassato l’ok dei vigili del fuoco e dell’Asl e che era stato ideato per spostare il Galeazzi nel parco davanti al San Raffaele Ville Turro, altra struttura sempre del gruppo San Donato.

Il trasloco è stato bloccato dal Comune per l’eccessivo impatto ambientale. Di qui l’idea di riproporlo per Rho-Pero. «Ma l’idea non è nata perché il progetto a Ville Turro è stato bocciato: ci siamo resi conti delle potenzialità dell’ex area Expo, e per questo abbiamo deciso di abbandonare l’idea di Ville Turro — avverte Paolo Rotelli, numero uno del gruppo San Donato — . Il sogno è creare, con Human Technopole e la Statale, una Silicon Valley italiana. Nella quale il Galeazzi potrebbe “pescare” tra i ricercatori universitari per i propri progetti: penso, per esempio, a figure come i bioingegneri, che nei prossimi anni saranno risorse fondamentali per un ospedale, visto che il futuro della medicina è nella terapia genica e nell’ingegneria genetica».

Se il progetto andrà in porto, i lavori, tutti finanziati dal gruppo Rotelli, partiranno entro il 2017 e finiranno per il 2020. Il nuovo Galeazzi avrà qualifica di Irccs, istituto di ricerca, e sarà convenzionato con l’università. Sarà dotato di pronto soccorso: di qui, la richiesta di costruire vicino alla stazione del metrò.

Chiesta l’area vicino alla fermata del metrò “Una Silicon Valley con Statale e Technopole”

VERSO RHO-PERO

Il Galeazzi verso il trasloco da Bruzzano: presentato ufficialmente il progetto per il nuovo ospedale, a destra, nei terreni Expo

tratto da: Repubblica Ricerca