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Proroga di un anno, per tutto il 2017, per lo sconto fiscale pari al 50% dell’Iva per l’acquisto di abitazioni nuove ad alta efficienza energetica. È questa la principale novità, strategica per i costruttori, inserita al Senato nella legge di conversione del decreto Milleproroghe (Dl n.244 del 2016). Il termine per la detrazione dell’Iva pagata per comprare immobili “energetici” nuovi, che era scaduto a fine 2016, viene allungato di dodici mesi, con un bonus per le imprese e i loro clienti che vale poco meno di 100 milioni di euro. E non è tutto: nel pacchetto di modifiche viene inserita anche la norma che consentirà all’Anas di portare avanti il suo piano di assunzioni, reclutando nei prossimi tre anni mille tra ingegneri e cantonieri.

La detrazione Irpef per la case energetiche – va ricordato – è stata introdotta dalla legge di Stabilità 2016 (legge n. 208/2015). Viene calcolata in misura pari al 50% dell’Iva corrisposta per l’acquisto di un’abitazione nuova in classe energetica A o B, ed è fruibile in dieci quote annuali di pari importo. Lo sconto, nonostante le richieste dell’Ance delle scorse settimane, era scaduto a fine 2016 senza essere confermato. Ora, però, il Milleproroghe, con una modifica alla manovra dello scorso anno, rimescola le scadenze e allunga la vita della misura fino al 31 dicembre 2017. L’onere di questa novità viene valutato in 15,9 milioni di euro per il 2018 e in 9,1 milioni di euro all’anno tra il 2019 e il 2027. Il totale fa poco meno di 100 milioni di euro (97,8 per la precisione), da spalmare sulla durata decennale dello sconto fiscale. Tutto denaro che andrà a sostegno degli acquisti di nuove abitazioni. L’importo, in concreto, verrà coperto grazie alla riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica del ministero dell’Economia. Soddisfazione dal presidente dell’Ance, Gabriele Buia. Questa proroga «è un importante segnale di attenzione che va nella direzione di promuovere una politica delle costruzioni orientata al rinnovo urbano con edifici di qualità». Questo bonus fiscale, per i costruttori, è «uno degli strumenti più efficaci pensati per stimolare il mercato residenziale e coniugare risparmio e rilancio economico». Con un minimo costo per l’erario si supera la «disparità di trattamento» tra chi compra case energivore da privati e chi si rivolge al mercato delle abitazioni nuove.

Ma non è la sola novità rilevante inserita nel disegno di legge a Palazzo Madama. Nel pacchetto di modifiche entra, infatti, anche un intervento molto atteso dall’Anas. Si tratta del recupero della norma necessaria a portare la società fuori dai vincoli del decreto Madia sulle partecipate, per attuare il suo piano di assunzioni. L’inserimento dell’Anas tra le società limitate dal provvedimento, a partire dal 23 settembre scorso, ha avuto un effetto di freno su uno dei punti chiave del piano industriale 2016-2019. Qui, rispetto ai 5.800 dipendenti attuali, sono previste mille assunzioni stabili, di cui 900 di personale di esercizio (sul territorio) e 100 ingegneri (o altri tecnici laureati specializzati). Un intervento strategico per la manutenzione e il presidio del territorio.

Già nelle prime bozze della manovra era entrata una norma, poi saltata, che esentava l’Anas dagli obblighi della Madia. Ora quella novità viene di fatto recuperata, e nel decreto si legge che «al gruppo Anas non si applicano per il triennio 2017-2019 le norme inerenti vincoli e limiti assunzionali con riferimento a diplomati e laureati per posizioni tecniche, ingegneristiche nonché a personale tecnico-operativo». Quindi, stop al blocco delle assunzioni. Inoltre, per incrementare le capacità di progettazione, al gruppo non si applicano fino al 2019 le norme di contenimento della spesa per incarichi di studio e consulenza e per la formazione strettamente riferiti alle attività tecniche di progettazione.

Infine, arriva una proroga essenzialmente tecnica per Rfi. In attesa della formalizzazione del nuovo contratto di programma-parte servizi per il periodo 2016-2021, per garantire continuità ai programmi di manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, il contratto di programma in vigore (2012-2014) viene prorogato, «ai medesimi patti e condizioni, per il periodo necessario al completamento dell’iter di approvazione» del nuovo accordo. Comunque, non si potrà andare oltre il 30 settembre del 2017 per completare il rinnovo.

tratto da: Sole 24 Ore Edilizia e Territorio