Il ministro: «Collaboriamo con la Regione, entro l’anno soldi e progetti»

Il primo a porre la questione era stato il governatore Roberto Maroni. Poi hanno fatto sentire la loro voce anche diversi sindaci lombardi del centrosinistra: «Va bene il Patto per Milano, ma serve anche un impegno del governo sulla Lombardia», hanno chiesto. A quel punto, sono stati convocati i tavoli tecnici ed è il ministro Maurizio Martina a garantire: «Nel giro di poche settimane, sicuramente entro la fine dell’anno, avremo il patto che sarà frutto di una leale collaborazione fra governo e Regione».
Ministro, rassicura Maroni e i sindaci?
«Dico convintamente che il governo si impegna su questo progetto e che adesso sta a noi. È doveroso che in una regione cruciale come la Lombardia si faccia questo lavoro. L’obiettivo di tutti sono i tempi rapidi».
Il Patto porta con sé dei soldi?
«Ovviamente sì. Come abbiamo fatto per le altre intese siglate con Regioni e Comuni, ci saranno impegni finanziari da condividere in diversi ambiti: in particolare infrastrutture, territorio e ambiente, sviluppo del sistema produttivo. È giusto lavorare con la Regione per sviluppare l’intesa sulle priorità degli investimenti».

Ma questi fondi non sono, come ha anticipato Maroni, quelli già previsti da precedenti accordi con lo Stato e l’Europa?
«È fondamentale allocare con la massima efficacia le risorse della programmazione europea. Dobbiamo condividere e concentrare gli sforzi perché l’effetto leva può essere molto importante per ogni settore coinvolto. Dall’intesa sulle cose da fare insieme potranno nascere specifici accordi di programma per essere ancora più efficaci su tempi e modalità di finanziamento dei singoli progetti».
Chi sceglie le priorità su cui investire?
«È in primis la Regione a fare le proposte lavorando di concerto con ciascun ministero e nel complesso con la presidenza per il quadro finanziario definitivo. Abbiamo iniziato a lavorare bene in sede tecnica, vogliamo continuare così a tutti i livelli».
Arriveranno dal Patto i soldi per il campus della Statale che si dovrebbe trasferire nell’area ex Expo?
«Intanto voglio ribadire per l’ennesima volta che consideriamo strategico il campus sull’area Expo. Stiamo lavorando fianco a fianco con le istituzioni locali e sono convinto che nel giro di qualche settimana avremo chiuso anche questa partita».

Voi rassicurate: ma formalmente il governo non è ancora nella compagine di Arexpo.
«Il percorso non ha mai avuto ripensamenti, ma è molto complesso e articolato nelle procedure. Entro novembre l’ingresso sara completato: Arexpo fra l’altro ha proprio nelle sue linee guida anche la realizzazione del campus della Statale a fianco di Human Technopole».
Il rettore Vago da mesi ripete la sua preoccupazione: si farà sicuramente?
«È fra gli obiettivi. Anche per questo credo sia utile che Arexpo apra uno specifico tavolo tecnico sul campus, per dettagliare non solo la questione dei costi ma anche quella urbanistica, dei tempi e degli spazi».
Con i soldi del Patto?
«Vedremo a conclusione del lavoro che stiamo facendo insieme alla Regione. Abbiamo attivato molteplici impegni: anche con Demanio, Banca Europea degli Investimenti e Cassa Depositi e Prestiti. Per un grande progetto come il post Expo serve il contributo di tutti».

tratto da: Milano Corriere